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27/03/2015

SPECIALE NR 2/2015 STUDI- RISOLUZIONI- APPROFONDIMENTI

SPECIALE NR 2/2015
STUDI- RISOLUZIONI- APPROFONDIMENTI
STUDI
IVA :quale trattamento per la vendita di beni oggetto di ristrutturazione? (Studio n. 468-2014/T del Consiglio nazionale del Notariato);
Cancellazione di società in presenza di beni immobili non liquidati: profili fiscali (Studio n. 550-2014/T, il Consiglio Nazionale del Notariato);
RISOLUZIONI
Vincolo unilaterale pertinenziale su immobile: le spese per l’atto sono detraibili come previsto per le ristrutturazioni edilizie (Risoluzione 118/e del 30 dicembre 2014);

APPROFONDIMENTI

Acquisto realizzato dopo un’ evasione fiscale fa scattare il reato di auto-riciclaggio ( legge 186/2014 in vigore dal 1 gennaio 2015)

Decreto semplificazioni fiscali chiarimenti dell’Agenzia delle entrate(circolare n. 31/E del 30 dicembre 2014 )

- Allineamento” prima casa” Iva- Registro ( art 33)

- Regime fiscale dei beni sequestrati ( art 32)

- Dichiarazione di successione; esoneri e documenti da allegare (art 11)

Legge di Stabilità 2015

- Le detrazioni fiscali per gli immobili e per i lavori in condominio

- Nuovo regime forfettario per imprese e professionisti

- Rivalutazione terreni e partecipazioni

- Rendita catastale degli immobili ad uso produttivo

- Ravvedimento operoso e riduzione delle sanzioni

STUDI
IVA :quale trattamento per la vendita di beni oggetto di ristrutturazione? (Studio n. 468-2014/T del Consiglio nazionale del Notariato)


Nello studio n. 468-2014/T il Consiglio Nazionale del Notariato si interroga sull’inquadramento della disciplina fiscale relativa alla vendita nel quinquennio dall'ultimazione di beni oggetto di intervento edilizio non inquadrabile fiscalmente né come manutenzione straordinaria e neppure quale intervento di restauro o risanamento conservativo o di ristrutturazione edilizia.

L’art. 10 D.P.R. n. 633/1972 non definisce con certezza assoluta i confini di tutte le fattispecie imponibili; per alcune la rilevanza o meno per l’imponibilità dipenderà anche da quanto prescritto dalle norme urbanistiche, per altre ancora dalla scelta del cedente o del cessionario. Non emerge alcun dubbio soltanto circa l’individuazione degli atti “obbligatoriamente imponibili” e degli “atti certamente esenti”, nonché delle cessioni, relativamente alle quali, la specificazione del tipo di intervento, sia riportata espressamente e oggettivamente nel corpo dei relativi titoli abilitativi.

In materia l’incertezza per l’operatore fiscale deriva dalla prevalenza del sistema catastale su quello urbanistico e dal non allineamento, su talune materie, della disciplina urbanistica nazionale con quella regionale.

Nell’attesa di un auspicabile intervento legislativo di coordinamento, le soluzioni prospettate dai Notai, prendono spunto dall’analisi combinata dei dati catastali, della qualifica del cedente e del tipo di intervento edilizio.

La soluzione dei casi dubbi non può infatti prescindere dall’utilizzo combinato di più attività e comunque mediante un’analisi da compiersi caso per caso.

Lo studio offre diversi suggerimenti pratici e affronta la questione connessa della qualificazione fiscale della rivendita del bene ultimato dal cedente.

Cancellazione di società in presenza di beni immobili non liquidati: profili fiscali (Studio n. 550-2014/T, il Consiglio Nazionale del Notariato)
Nello studio vengono esaminate le problematiche fiscali conseguenti alla cancellazione di una società dal Registro delle imprese in presenza di beni immobili non liquidati né assegnati, che risultano intestati alla società estinta nei pubblici registri.

La problematica fiscale è connessa all’inquadramento civilistico in base al quale i beni non liquidati devono ritenersi trasferiti per successione in capo ai soci, in regime di contitolarità.

Ai fini tributari ciò determina la realizzazione della fattispecie impositiva nelle imposte sui redditi e nell’IVA, al momento della estinzione del soggetto, per destinazione a finalità estranee dei beni d’impresa.

In particolare formano oggetto di approfondimento nello studio le vicende connesse: alla possibile realizzazione di fattispecie impositive al momento della cancellazione della società; alla rilevanza fiscale di un eventuale atto ricognitivo della comproprietà dei beni da parte degli ex soci, redatto ai fini delle trascrizioni immobiliari, successivamente alla estinzione della società; ai poteri di accertamento degli uffici fiscali in relazione ai diversi momenti di rilevanza impositiva.

Con specifico riferimento alla disciplina dell’imposta di registro, il Notariato ritiene che nell’ipotesi in cui gli ex soci, successivamente alla estinzione, pongano in essere atti di tipo ricognitivo, anche ai fini della formalità delle trascrizioni immobiliari, non si determini una imposizione proporzionale, nelle imposte d’atto. L’imposizione proporzionale di registro sarà possibile solo qualora si tratti di atti in senso proprio dichiarativi, oltre che per eventuali atti traslativi.

In merito ai termini procedimentali, invece, lo studio precisa che gli uffici fiscali potranno accertare destinazione a finalità estranee dei beni non liquidati entro i termini ordinari di decadenza, che decorreranno considerando realizzata la fattispecie al momento della cancellazione della società dal registro delle imprese

RISOLUZIONI

Vincolo unilaterale pertinenziale su immobile: le spese per l’atto sono detraibili come previsto per le ristrutturazioni edilizie (Risoluzione 118/e del 30 dicembre 2014)

Il costo per la redazione di un atto finalizzato a costituire un vincolo pertinenziale allo scopo di “contenere” l’importo di un onere detraibile come il contributo per il rilascio della concessione edilizia, gode dello stesso sconto d’imposta previsto per la ristrutturazione edilizia.

Nel caso affrontato dal documento di prassi l’intervento di ristrutturazione era relativo al recupero di un sottotetto a fini abitativi, con destinazione d’uso residenziale.

La normativa in materia prevede per il rilascio della concessione edilizia necessaria per il recupero a solo scopo residenziale del piano sottotetto, il pagamento di un contributo commisurato agli oneri di urbanizzazione e al costo di costruzione; lo stesso è dovuto nella misura ridotta del 50%, qualora il richiedente la concessione provveda a registrare e a trascrivere, presso la competente conservatoria dei registri immobiliari, una dichiarazione notarile “con la quale le parti rese abitabili costituiscano pertinenza dell’unità immobiliare principale”.

L’atto notarile di vincolo unilaterale – ha chiarito l’Agenzia – non è un atto necessario alla realizzazione degli interventi edilizi cui è subordinato il rilascio del permesso di costruire, piuttosto ha il diverso scopo di rendere la parte di sottotetto esistente pertinenza dell’unità immobiliare principale. È funzionale alla riduzione del contributo dovuto per il rilascio della concessione edilizia (importo che è detraibile quale onere strettamente connesso all’intervento edilizio) e, proprio perché rilevante per il calcolo del contributo ammesso al bonus, va fiscalmente trattato alla stessa maniera, rientra cioè tra gli oneri che danno diritto alla detrazione.

APPROFONDIMENTI

Acquisto realizzato dopo evasione fiscale fa scattare il reato di auto-riciclaggio ( legge 186/2014 in vigore dal 1 gennaio 2015)

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 292 del 17 dicembre 2014 è stata pubblicata la legge n. 186 del 15 dicembre 2014, recante "Disposizioni in materia di emersione e rientro di capitali detenuti all'estero nonché per il potenziamento della lotta all'evasione fiscale. Disposizioni in materia di autoriciclaggio".

In particolare, l'articolo 3, comma 5 della legge 186/2014 apporta le seguenti modificazioni all'articolo 25-octies del decreto legislativo 231/2001:
a) al comma 1, le parole: «e 648-ter» sono sostituite dalle seguenti: «, 648-ter e 648-ter.1»;
b) alla rubrica sono aggiunte, in fine, le seguenti pa

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